Sala A
Prima della Magna Grecia
La Calabria, terra nel cuore del Mediterraneo da sempre crocevia di genti e culture, offre straordinarie testimonianze sulle prime fasi di popolamento relative alla preistoria più antica.
Gli strumenti in pietra di Casella di Maida (CZ) sono preziose testimonianze di abilità manifatturiera di utensili appartenenti alla c.d. “cultura del Ciottolo”. Rari i resti scheletrici di Uomo di Neanderthal: una mandibola di bambino e un frammento di cranio rinvenuti a S. Francesco d’Archi (RC) e a Iannì di Nicotera (VV). L’Homo Sapiens produsse gli strumenti litici in selce provenienti da Punta Safò (CZ).
Di età Mesolitica sono i ciottoli dipinti di Grotta della Madonna (CS), espressione di un precoce gusto artistico e comunicativo. Tracce significative del Paleolitico Superiore giungono da Grotta del Romito (CS): le numerose conchiglie forate rimandano all’uso di gioielli primordiali, mentre il calco di incisione di Bos taurus primigenius rappresenta una delle attestazioni di arte rupestre più antiche d’Italia.
Sala B
Città e santuari della Magna Grecia
Da Caulonia giungono magnifici frammenti architettonici, tra cui un coppo di colmo dipinto e numerosi rivestimenti in terracotta. È stato possibile ricostruire parte del tetto del tempio c.d. della Passoliera, con la cornice cadenzata da numerosi gocciolatoi dipinti e modellati a testa di leone, e con lo straordinario acroterio di colmo a elementi floreali.Sul finire del VII secolo a.C., fu fondata Krimisa, l’attuale Cirò (KR). Gli scavi archeologici hanno portato alla luce i resti del santuario dedicato ad Apollo Aleo, databile al VI secolo a.C.Tra i ritrovamenti più preziosi vi è una magnifica scultura (acrolito) realizzata con il capo e gli arti in marmo pario; il resto del corpo, invece, era costituito da un’impalcatura lignea riccamente abbigliata con stoffe e gioielli. Numerosi gli oggetti votivi che testimoniano il culto del dio: tra questi, la preziosissima statuetta in oro che lo raffigura.
Sala C
I Bronzi di Riace
Scoperte nell’agosto del 1972 da Stefano Mariottini a Riace (RC), le due magnifiche statue in bronzo furono prontamente recuperate e trasportate al Museo nazionale di Reggio Calabria, dove furono sottoposte ad un primo intervento di restauro che permise la rimozione degli strati superficiali di sabbia concrezionata. Sono seguiti poi nuovi restauri a Firenze e ancora a Reggio.Numerose sono le ipotesi inerenti la loro identificazione: non è ancora stato stabilito con assoluta certezza se la coppia di statue costituisse, fin dalle origini, un gruppo unico oppure se il loro accostamento fosse stato realizzato solo in occasione del trasporto via mare.